le mura di Cana – di Lucia Tosini

Ricevo e pubblico, con sommo piacere, questo testo inviatomi da Lucia Tosini nel quale ci viene fornito il quadro della situazione, attuale e pregressa, sul finanziamento dei lavori per la ristrutturazione delle nostre mura.

Gli  eventi calamitosi di questi giorni, i disastri registrati in tutta la Maremma mi offrono occasione immediata per fare alcune precisazioni e riflessioni: la notte del 5 ottobre 2013 le mura di Cana, cuore del centro storico paesano, punto di ritrovo di giovani e meno giovani, luogo da cui si gode uno stupendo bel vedere, che spazia dalle verdi colline al mare, franano rovinosamente lasciando i paesani, residenti e non, sbalorditi e smarriti di fronte allo strappo e all’oggettiva difficoltà di reperire i fondi necessari a ripristinare la situazione e/o a consolidare l’intera cinta muraria, per ora, ancora in piedi, con la paura nel cuore di rimanere con il crollo perenne.

 Di fronte a questi dubbi, alle promesse, al “si dice che…”, occorre fare un po’ di chiarezza, se non altro per correttezza verso i cittadini e verso chi i fondi li ha reperiti veramente e senza dormirci sopra.  Dovendo e volendo dare informazioni corrette, se non altro per onestà intellettuale, circa quanto detto sopra è necessario sapere che, all’indomani (non è un modo di dire, ma proprio 2 giorni dopo, alla faccia di lentezze e burocrazia!!!)  del crollo, l’ente Cassa di Risparmio di Firenze, a seguito dell’impegno del Presidente della Camera di Commercio di Grosseto, Giovanni Lamioni, che è  Membro del Comitato di indirizzo dell’Ente stesso, ha stanziato la trance di finanziamento più alta, 100.000 €; successivamente, in data 14 ottobre 2013 , grazie agli incontri che  l’opposizione comunale aveva con il Presidente Rossi e grazie all’impegno dell’Assessore Regionale Anna Rita Bramerini,  la regione Toscana inviava l’architetto Massimo Gregorini, responsabile del settore “valorizzazione del patrimonio culturale” a fare un sopralluogo a Cana, a seguito del quale la Regione stanziava circa 50.000 €, infine, altri 50.000 €, circa, arrivano dai fondi del CoSviG (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche), destinati dal Comune di Roccalbegna alla ricostruzione delle nostre mura…..ma ad un anno dall’evento, i cittadini non hanno visto nulla di nulla, se non la dovuta e obbligatoria messa in sicurezza della zona interessata dalla frana….

Ma noi non vogliamo stare a guardare e vogliamo capire, posto che i soldi ci sono, quale lentezza amministrativa impedisce la “nostra” ricostruzione e rischia di vanificare gli sforzi fatti nella ricerca di detti finanziamenti, lasciando  delusione, frustrazione e sconcerto maggiori proprio in chi tanto si è speso, a livello anche personale, nella reperimento dei fondi!

Lucia Tosini


3 commenti su “le mura di Cana – di Lucia Tosini”

  1. Approfitto anche io di questo post per ringraziare, a titolo personale: Giovanni Lamioni per quanto attivamente fatto ad appena due giorni di distanza dal disastro (ci vorrebbero più persone come te, questo è fuori dubbio); Anna Rita Bramerini, per aver portato le istituzioni in maniera attiva sul nostro piccolo territorio; ed infine a Lucia Tosini, che dal primo giorno si è attivata personalmente e, insieme alle forze di opposizione, ha permesso di portare la regione sulle nostre mura ed è grazie a lei che riusciamo a conoscere lo stato reale delle cose. Basta con “ho sentito dire”, ” mi hanno detto…”. Ci sono 200.000€ circa stanziati! Solitamente, nelle cose pubbliche, i soldi hanno delle scadenze. Non vorrei che per incompetenza si rischi di perdere il duro lavoro fatto dalle persone sopra citate. Loro hanno fatto la loro rilevante parte. Ora tocca a noi farci sentire. Durante la prossima festa, su attiva idea di marina e angelica, saranno raccolte firme ed altre forme di partecipazione. La colpa dell’oblio di questo periodo è anche (se non soprattutto) nostra. Non ci siamo praticamente mai fatti sentire da nessuno. Beh, ora basta, grazie!

    p.s. non ci venissero a dire che i soldi non sono sufficienti al completo riefficientamento delle mura. i lavori possono essere anche fatti a stralcio, sfruttando le risorse che annualmente possono essere trovate.

  2. Titti Avevadueamori

    Lucia grazie per i chiarimenti, questo servira’ di sicuro nell’attivita’ informativa che vogliamo portare avanti durante la prossima festa. Mi pare che lo stato delle cose sia assolutamente in linea con le informazioni che i media ci hanno riportato a proposito di Genova e della Maremma, zone costantemente sotto rischio alluvione, ovvero che i soldi sono stati stanziati ma i lavori non sono stati cominciati. Perche’? Quali sono i problemi burocratici? E cosa deve fare la popolazione nel frattempo, con alle porte una nuova stagione di piogge?
    Canesi, bisogna farsi sentire.

    1. Concordo con tutti!

      Ma ho un mio messaggio telegrafico :

      ho la netta ed amara impressione che con l’avvio dello stralcio, ricostruendo solo la parte franata, si vada a mettere come “un pezzo di lamiera su di un muro di carta” ; si notano, infatti, delle crepe sul parapetto delle mura, proprio di fronte all’ingresso della ex casa Dentler (tanto per capirci) ; proprio uno

      dei tratti in cui manca il sostegno delle grosse travi collegate a squadra !…

      …CHE DIO C’AIUTI !!!…

      Lauro

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