CANA — 02 novembre 2011
RIFLESSIONI….
Salve a tutti!

Scrivo questo post a valle della serata di halloween in cantina di Ettrore per esporre alcune riflessioni nate tra i pochi presenti della serata. Riassumo, per TUTTI quelli che non c’erano e che, come ha detto qualcuno, siam contenti che abbiate avuto di meglio da fare, che alla serata eravamo presenti in 9. 9 persone con cui ho passato una splendida serata, come tutte le serate passate con amici ma purtroppo anche malinconica come solo quando realizzi che qualcosa di bello e che durava ormai da anni è ormai finito.

Malinconicamente tocca accettare il cambiamento che c’è stato nell’ultimo periodo nel gruppo dei “ragazzi di Cana”. Abbiamo dettato legge, moda e ingegno per più di un decennio, dai primi balli al portino alla fine degli anni ’90 con le prime magliette di gruppo, con le serate a tema (vi ricordate la clinica dell’amore o i frati del portino o i ragazzi tutti in kilt?) fino all’organizzazione di una cantina progressiva, unica nel suo genere. I paesi vicino prima ci hanno invidiato, poi hanno partecipato ed infine ci hanno copiato, riproducendo lo stile (ma non l’anima) delle nostre serate. Abbiamo resistito per un decennio dicevo, ma alla fine qualcosa ora è cambiato nel nostro gruppo.

Molti fattori hanno inciso secondo il sottoscritto: c’è chi ha messo su famiglia e per questo non ha più il tempo da dedicare che aveva prima (io forse sono uno di questi.. Andare a letto alle 2:30 il sabato della biondina penso sia per me un nuovo record 😉 ), c’è chi ora vive lontano e non può certo venire solo per ballare in cantina anche se una parte di cuore lo vorrebbe; c’è chi non ha più voglia punto e basta (anche questa secondo me è una valida motivazione); c’è chi pensa che sia da “fico” andare in discoteca piuttosto che in una cantina polverosa (questo forse è l’unico motivo che non riesco a comprendere/accettare).

Ma ciò che secondo me ha veramente comportato la rottura è semplicemente un fattore di natura demografica: dopo la generazione mia (fine ’70 inizi ’80) non vi è stato più nessuno che ha portato avanti il gioco con passione e sacrificio. Le feste le abbiamo organizzate, gestite e vissute sempre e costantemente noi! A Cana è mancata una generazione di “sostituzione”! Che la mia e quelle precedenti ad un certo punto, in alcuni dei suoi membri, cominciassero un’assottigliamento era normale e prevedibile. I paesi vicino (Vallerona, Baccinello…) hanno trovato ora una generazione in grado di fare quello che noi abbiamo fatto per 15 anni (non bene come noi, ovvio 😉 ).

Quindi credo, a mio parere, che quella di ieri sia stata l’ultima serata organizzata alla “vecchia maniera” (curioso che questo post venga pubblicato proprio il 2 Novembre). Lasceremo le serate danzanti alle sole feste di paese (acquacotta e biondina) e sfrutteremo la cantina per qualche cena internos. Questo è il mio pensiero. Non pretendo che lo condividiate ma spero sia spunto di riflessione anche se, chi legge questo blog, è principalmente la gente che ieri sera era in cantina e che questo pensiero lo ha probabilmente gia avuto…

Vi lascio con un pensiero di Letizia. Non era presente alla serata, non aveva idea di come fosse andata, eppure ha centrato anche lei il cambiamento in essere:

“Io ho una grande nostalgia, della festa, di Cana e forse a dirla tutta anche un po’ della Cana che non c’e’ al momento… le serate in cantina fino a tardi, senza troppi pensieri, senza figli mi mancano un po’… che dite si sono avvicendati i tempi duri della maturita’?  In particolare mi mancano tutte le desaparecidos delle mie amichette, Francy (che se ne va a letto presto perche’ i castagni la distruggono), Bea, Simo, Michela, Linda, Ada (che non ha mai ballato o tirato tardi, ma insomma ora non si vede nemmeno per sbaglio).  Jose’ le serate che finivamo in 5-6 (compresi Lucio, Tonino, Francesca, Giuliano, e il mi frate!) a guardare l’alba???

Che si fa in questa situazione?

Ci vuole un po’ di Guccini, con le “Osterie di Fuori Porta”?”

Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta,
ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta:
qualcuno è andato per età, qualcuno perchè già dottore
e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po’ peggiore…

Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta,
ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta:
qualcuno è andato per formarsi, chi per seguire la ragione,
chi perchè stanco di giocare, bere il vino, sputtanarsi ed è una morte un po’ peggiore...

PS: chi c’era l’altro giorno ha comunque vinto….

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