CANA — 07 giugno 2016
IL DEGRADO E L’ABBANDONO

Concluse le amministrative posso finalmente denunciare lo schifo in cui versa il nostro paesello senza essere tacciato di fare campagna elettorale contro. Ho atteso oggi per pubblicare queste foto di denuncia proprio per non essere strumentalizzato in alcun modo da chi che sia.

Il viale della chiesa, i cigli delle strade principali e secondarie, il cartello di Cana oscurato da una vegetazione sempre più invasiva e oscurante, pozzetti intasati in cui cresce rigogliosa l’erba, rendono il paese un teatro perfetto per film post apocalittici in cui la natura riprende il suo spazio a scapito di quanto dall’uomo costruito prima della propria estinzione. Ora, a meno che non vi sia Spielberg in cerca di location per tali film, credete sia un vanto vivere in una condizione di degrado urbano qual è quello canese?

L’incapacità di gestire l’ordinario è preoccupante. Non stiamo parlando di grandi opere, del ponte sullo stretto delle trasubbie, dell’autostrada Cana-Roccalbegna, della TAV Cana-Baccinello. Stiamo parlando di ORDINARIA pulizia delle sedi stradali e a verde delle frazioni. Se non siete in grado di garantire almeno questo c’è veramente da essere preoccupati.

Questo è quello che abbiamo oggi davanti agli occhi. È questo anche quello che ci spetta per i prossimi 5 anni? Sarebbe bello saperlo per tempo al fine di poterci autodeterminare se necessario. Se l’amministrazione non è in grado di mantenere almeno il minimo decoro lo dicesse e delegasse ufficialmente, tramite detrazioni sulle tasse comunali, i cittadini a tutori del proprio paese.

Se l’amministrazione non ha risorse o capacità non vuol dire che dobbiamo solo lamentarci e attendere. Ci organizzeremo in week-end di riqualifica. Le risorse umane a questo paese, fortunatamente, non mancano.

Spero che dopo questo post qualcosa si muova o in una direzione o nell’altra.

Vi terrò aggiornati amichi.

federico


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  • Lauro Leporini

    Ormai è inutile prendersela Fede, che vogliamo il decoro ed il progresso in questo territorio siamo ormai una netta minoranza (tra l’altro pure odiata), così come il responso delle urne ci ha insegnato. RASSEGNAMOCI !…